DONNA MASSAIA: dicesi di donna sposata che immediatamente dopo le nozze non si prende più cura di sé, rinchiudendosi entro le mura domestiche ove indossa permanentemente un pigiama verdino/azzurro oppure un accappatoio d’un rosa improbabile.
Caratteristica saliente sono i bigodini in testa ogni volta che la vedi.
Indipendentemente dalla numerosità della figliolanza, la donna massaia tende ad allargarsi senza ritegno: ecco perché la scelta di un pigiama molto elastico.
Calzini grossi, immancabilmente monocolore, le fasciano i piedi fino alla caviglia da cui si intravvede qualche pelo superfluo non rimosso dall’ultima ceretta.
Della ceretta peraltro non capisce l’utilità, ma la fa perché lo suggerisce il mensile “Donna Noiosa” di cui è assidua lettrice.
La malizia non è il suo forte e d’altronde è peccato, come argomenta a muso duro il cappellano durante le funzioni domenicali. Non si dà pace perché dall’età di 13 anni la figliola non ne vuole più sapere di parteciparvi. Deve essere qualche compagna di scuola di pessima famiglia che la svia, una di quelle che si mette i jeans strappati e ha pure il cellulare.
Mitiga il dolore rassicurandosi sul fatto che la sua piccola arriverà certo vergine al matrimonio, mentre quelle quattro “puttanasse” delle sue coetanee non verranno mai prese in considerazione da un uomo.
Si adopera a segnalare qualche ragazza di buona famiglia al figlio neo-maggiorenne che, difficile di gusti com’è, non apprezza mai i consigli materni. Qualche lacrimuccia le bagna le guance, ma lei non demorde al grido di: “So io cosa è bene per mio figlio”. E solo lei.
Tipicamente incompresa, la donna massaia vede i figli reagire alla regime familiare in due modi differenti: chi anche prima della maggiore età cerca di andar via di casa e chi non se ne va mai, anche se quarantenne e fidanzato da un decennio.
Della figlia sappiamo che quando ha il raro permesso di uscire, indossa una tonaca a collo alto, che poi cambia fugacemente appena girato l’angolo. Ma questo la mamma non lo saprà mai. Come non saprà mai che alle feste si mette il rossetto e addirittura una volta ha provato una sigaretta.
Fin dalla nascita di una figlia, la donna-mamma-massaia è stabilmente impegnata a garantire che la figlia abbia un corredo nuziale di pregio. Particolarmente orgogliose sono quelle che ci riescono prima che la figlia abbia compiuto dodici anni.
Particolare che pochi conoscono è che molte volte il corredo è pagato in comode rate mensili a condizioni da usura, ma si sa che non si può sottilizzare sulla felicità futura della figlia. Penso anch’io che oggigiorno una ragazza con dote e corredo aumenti sensibilmente le sue probabilità di matrimonio.
La donna massaia, il cui tenore di vita apparente è legato alle sorti del marito, mette il vestito buono (sempre lo stesso) solo per le visite importanti: prete che viene a benedire la casa e caffellatte con le amiche di sempre.
Quest’ultime sono uguali a lei in tutto: qualcuno ha ipotizzato che si scambino tra di loro di tanto in tanto, ma non ne saremo certi finché non saranno dotate di microchip.
Quando non è impegnata con le pulizie di primavera (da gennaio a maggio), si dedica a tenere in ordine la casa con il suo inseparabile piumino con cui rimuove ogni granello di polvere nei numerosi souvenir di battesimi e cresime che riempiono le mensole. Amorevole cura per la gondola ricordo della gita a Venezia: attaccata alla spina si illumina, ma non ha mai provato perché non si consumi.
Non osate farle notare che ha lucidato gli stessi oggetti anche ieri: non si sa mai che arrivino degli ospiti !
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, questo tipo di donna stimola continuamente l’immaginario del proprio compagno: nessuno come lui riesce ad immaginarsi di essere in un altro posto con un’altra femmina.
Del consorte si sa che passa giorni interi a osservare l’ultima foto da fidanzati: certo deve essere molto innamorato! I più vicini al marito affermano che in realtà lui vorrebbe fuggire via con un domatore di leoni sardo, ma noi sappiamo che sono solo parole frutto dell’invidia.
Per la verità la famiglia non riceve molte visite: tapparelle sempre abbassate e auto chiusa in garage, gli amici di un tempo si chiedono dove sono emigrati, convinti come sono che non si possa trascorrere una vita intera tra le mura di casa.
Di età imprecisata tra i 20 e i 60 anni, la donna massaia costituisce circa il 20% della popolazione femminile coniugata (dati censimento ISTAT 2009).
Se il consorte, per caso, è l’equivalente pantofolaio di lei, il matrimonio può durare all’infinito (senza sobbalzi). Solo gli amici di un tempo si chiedono dove siano emigrati, convinti come sono che non si possa trascorrere una vita intera tra le mura di casa.
Se lui, come normalmente accade, è appena appena vivo, finisce per inguaiarsi con pubblico scandalo erotico-politico-finanziario. Unica a non credere alle bugie dei giornali, la consorte-massaia, certa che “il mondo è pieno di gente cattiva” e farebbero di tutto per distruggere una famiglia modello. Modello è anche la professione del tizio che il marito si dice frequentasse da anni, fino appunto allo scandalo. Certo quei giornali di soli uomini nascosti nel baule e certi boxer leopardati le avevano dato qualche motivo di ansia, ma da quando l’amica del cuore, donna massaia pure lei, le ha detto che è successo pure a lei ed erano tutte menzogne ordite dai colleghi, si è presto rincuorata.
Ci sono certo ragioni evolutive molto valide per giustificare la sopravvivenza di questo esemplare femminile, ma che purtroppo ignoriamo del tutto.
E’ sorprendente osservare come riesca a riprodursi nonostante l’evidente svantaggio competitivo: è praticamente certo che Darwin, imbattutosi nel suo esemplare domestico, si sia indirizzato a studiare casi più semplici.
Rappresentare l’ideale antierotico di ogni uomo e riuscire a riprodursi lo stesso è fatto prodigioso già di per sé, ma ancor più stupefacente è che la famigerata donna riesca ancor’oggi ad accallappiare qualche maschio, potenzialmente felice e libero, ingabbiandolo in un ineludibile destino preannunciatogli sull’altare da un sinistro “Fin che morte non vi separi”.
Se nemmeno il sacerdote, all’ultimo istante, riesce a dissuadere il pover’uomo, il suo declino è imminente: stretto fra le pressioni lavorative e quelle domestiche, sceglierà di aumentare gli straordinari, “Per il bene della famiglia”, dice.
Scoprirà impegni nuovi e passioni insospettabili prima del matrimonio come la cena coi colleghi a cui non può mancare (“Per il bene della famiglia”) e l’annuale corsa dei sacchi della Contrada di Santa Eufemia da Rostoli. Premio un prosciutto crudo che cercherà di vincere “Per il bene della famiglia”. Curiosamente le donne non sono ammesse. Addolorato farà tutto questo “Per il bene della famiglia”.
Il baco della donna massaia non è un’invenzione della TV e dei giornali, esiste davvero ! Forse si annida anche nella tua donna.
E’ inutile sottoporla a test preventivi, verifiche e macchina della verità: il corto circuito si manifesta solo dopo averle inserito uno speciale cerchietto d’oro in un apposito trasformatore anulare.
Troppo tardi, amico ! Troppo tardi.
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